A proposito di lettere aperte
Di lettere ne ho sempre lette poche, scritte nessuna o quasi: ho avuto sempre la fortuna di una fresca immediatezza di comunicazione con gli altri. Ho dato tuttavia una sbirciata ad lettera aperta, ultimamente. A parte il tono maternalistico di rimprovero per un presunto comportamento poco ossequioso (i.e. non da leccac...) nei confronti delle alte (?) autorità, mi ha colpito l' ingenuità di frescona della mittente (strana per una persona che si è mostrata sempre attenta e sensibile ). Si chiede l'autrice, in un passaggio accorato, dove si stia andando... Possibile che non si sia accorta che SIAMO già ARRIVATI al punto di non ritorno della NEGAZIONE DEI DIRITTI dell'essere umano? Parlare di atmosfera kafkiana sarebbe andare oltre l'intendimento dell'autore; potrebbe essere divertentemente fracchiana o fantozziana se non fosse che la pelle dei SOTTOPOSTI non è una finzione da cassetta, è pelle di gente onesta spacciata per mer..ccia da chi in effetti è piena solo di questa fisiologica evacuazione e altrettanto piena di un potere vuoto e fine a se stesso...
Metafisiche private! Ma sono poi tanto private, queste metafisiche, o l'atmosfera risente di qualche cosa di socialmente molto grave, di uno stato di disagio collettivo pilotato al tutti contro tutti per un più agevole annichilimento della dignità della persona?
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